Eleonora e Anastasia e l’avventura mondiale

Semplicemente una delle settimane più belle della loro vita sportiva; forse la migliore. Doveva essere una settimana di scuola come tante altre per Eleonora Frigo e Anastasia Ceruti, anzi, anche più “triste e noiosa” del solito visto che si trattava della prima dopo le vacanze natalizie. Ma le due giovani hockeyste a scuola non sono andate. Convocate nella nazionale under 18 di coach Fedrizzi sono state a Katowice, in Polonia, per disputare il Mondiale di Prima Divisione – Gruppo B; e l’hanno vinto. Difficile raccontare a parole l’emozione per un risultato simile, descritta molto meglio dalle lacrime e dai sorrisi dei protagonisti. Un’emozione ancor più bella perché la vittoria era l’obiettivo e le azzurrine erano convinte di poterla conquistare. Dodici mesi fa, nel torneo di qualificazione ai Mondiali 2016, si erano fermate a un passo dal sogno battute solo dall’Austria padrona di casa; ma adesso, con un anno di esperienza e di gioco in più, sapevano di non essere seconde a nessuno. E a Katowice hanno piegato una dopo l’altra Gran Bretagna (3-0), Cina (4-2), Kazakistan (5-0), Polonia (1-0) e Danimarca (4-1).

Livello di gioco, entusiasmo e fiducia sono cresciuti con il passare dei giorni. “Nel corso della stagione sono poche le occasioni per giocare tutte insieme” spiegano Eleonora e Anastasia a proposito della nazionale giovanile, “ma grazie ai due giorni di allenamento prima della partenza siamo riuscite a trovare i giusti movimenti sul ghiaccio. Le cose poi sono migliorate partita dopo partita, perché in pista ci siamo parlate molto e anche perché fuori dal campo si è subito creato un bel clima di amicizia”. “La sfida più bella è stata quella contro la Danimarca” aggiunge Anastasia, “mentre quella contro la Polonia la più faticosa”. “La più incerta e combattuta” sottolinea Eleonora, “contro le padrone di casa e contro il pubblico del palazzetto. Ma non dimenticherò mai il match contro il Kazakistan, nel quale ho segnato il mio primo gol con la maglia azzurra”.

Le sensazioni positive regalate dai successi sul ghiaccio si sono mescolate con il divertimento, con lo “spogliatoio”, con il “fattore trasferta”. 10 giorni in squadra, 12 ore di viaggio in pullman sia all’andata sia al ritorno, di notte, magari dormendo nello stretto corridoio tra i sedili perché l’unico posto in cui ci si può sdraiare; il freddo glaciale trovato all’arrivo in Polonia. Nei due giorni liberi da partite c’è stato il tempo per girare la città e i suoi negozi. E soprattutto per visitare il campo di concentramento di Auschwitz, un’esperienza sicuramente molto forte.

Tempo per festeggiare, al termine dell’ultima sfida, non ce n’è stato molto. Le azzurrine si sono rimesse presto in viaggio e hanno continuato a ripensare all’impresa appena compiuta finché il sonno non ha preso il sopravvento. Si sono risvegliate da campionesse e con in tasca la promozione nel Gruppo A; l’anno prossimo dovranno fare i conti con Giappone, Slovacchia, Norvegia, Ungheria e Austria. Nel mentre proseguiranno nella loro stagione, ritrovandosi da avversarie nei rispettivi campionati. Eleonora e Anastasia saranno ovviamente compagne di squadra con la maglia dei Torino Bulls, già domenica ad Alleghe. E anche in serie A puntano a un grande risultato e a una nuova storia indimenticabile da raccontare.

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